Un piatto di pasta è come sventolare il tricolore. Sinonimo di Italia nel mondo, la pasta è anche tradizione e stile di vita, che nel Bel Paese è incentrato sulla dieta mediterranea.

Ma quando è nata la pasta e come si è sviluppata nel tempo?

Inforcate questa bella storia, tutta italiana, portate la forchetta alla bocca e sentirete immediatamente il gusto pieno del tempo, dei pranzi in famiglia e delle antiche ricette tramandate di generazione in generazione.

Una storia antichissima

La storia della pasta ha inizio 7000 anni fa, quando l’uomo diventando stanziale cominciò a praticare attività come la semina e la raccolta. La prima notizia sulla pasta o su qualcosa di molto simile risale al primo millennio a.C. ma solo nel 1154 abbiamo un primo chiaro accenno da parte del geografo arabo Al-Idrin che la descrive così: “un cibo di farina in forma di fili” e fa riferimento al triyah, confezionato a Palermo ed esportato in tutta la Penisola.

Nel 1500 cominciarono a sorgere i primi sodalizi di mestiere, i pastai  sparsi per il territorio si riunivano in gruppi o corporazioni. Ma in quel tempo regnava anche una gran confusione sul tema: non esisteva una vera e propria distinzione tra le diverse tipologie di pasta, erano tutti “maccheroni”! L’inversione di tendenza e, quindi, un certo ordine arrivò dopo il 1700 per merito dei napoletani: il termine “maccherone” era esclusivo della pasta lunga e trafilata. E proprio a Gragnano, vicino Napoli, furono individuati i terreni adatti alla produzione della pasta. In questa zona, infatti, il clima ventilato e l’esposizione al sole, ma anche il tasso di umidità necessaria per una corretta essiccazione erano perfetti.

Il titolo di “alimento fondamentale” venne assegnato ufficialmente alla pasta durante la carestia del Regno di Napoli nel 1764.

Ripercorrendo le tappe della storia fino ai giorni nostri, il processo di fabbricazione della pasta ha subito grandi variazioni nel corso dei secoli. Gli ingredienti principali, però, sono rimasti pressoché invariati: grano e acqua.

Del resto furono proprio questi due elementi specifici della zona di Gragnano, la semola di grano duro omonima e l’acqua della falda acquifera locale con cui veniva lavorata la pasta, ad assegnare l’indicazione geografica protetta (IGP) alla “Pasta di Gragnano” nel 2013.

 

Pasta, focus sui grani

Nella vastità del tema, le due

specie di grano più note ed anche le più utilizzate sono: il grano duro e il grano tenero. La differenza non è nell’aspetto, i due grani sono apparentemente simili, ma riguarda il profilo genetico. Inoltre, il grano duro ha una qualità maggiore e valori nutrizionali più completi.

La pasta è prodotta esclusivamente con il grano duro, eccetto qualche rara eccezione sempre sottoposta a scrupolosi controlli.

 

Ecco una veloce carrellata sulla pasta:

Pasta di grano Khoranan Kamut, un’antica varietà di grano duro prodotto tramite agricoltura biologica.

Di questo grano sono rinomati: la completezza nutrizionale, l’alta digeribilità e il suo carattere immutato, il grano Kamut non è mai stato sottoposto a ibridazioni e, per questo, non ha subito mutazioni nel tempo.

Pasta a base di farro, il più antico tipo di frumento coltivato, gli sono riconosciuti l’elevato contenuto proteico, oltre alle vitamine, sali minerali e pochissimi grassi.

Pasta di grano duro Matt e Senatore Cappelli, utilizzando queste due tipologie di grani viene prodotta pasta biologica di qualità alta. Il grano Senatore Cappelli è presente soprattutto nel Sud Italia, in Puglia e Basilicata.

– Tra le varianti di pasta rientrano quella senza glutine, visto l’aumento esponenziale di intolleranze e celiachia. Per ottenere la pasta gluten free sono utilizzate varie farine a base di mais, riso e altre a base di legumi come soia, fagioli, fave ma anche tuberi quali patata e manioca.

– Una variante alla classica “pasta secca” è quella all’uovo realizzata con farina di grano tenero e uova.

 

Tipi di pasta, i formati più famosi

Gli spaghetti sono in cima alla lista se poniamo l’accento sul tricolore e l’italianità. Si tratta di un formato di pasta lunga e sottile con sezione tonda, gli spaghetti possono avere una superficie rugosa o liscia in base al tipo di trafilatura adottata. La ricetta più comune? Gli spaghetti alla carbonara.

Molto usati nella cucina siciliana, i fusilli raggiungono il loro massimo sapore in accostamento con ricotta salata, melanzane, pomodori ramati, basilico, olio, aglio e sale come nella ricetta siciliana. Sono tra i formati di pasta i più usati, insieme alle penne.

Anche i paccheri non scherzano, stando al parere delle buone forchette. Un piatto per tutti? I paccheri alla sorrentina con passata di pomodoro, olio, sale, pepe, aglio, alloro, mozzarella, parmigiano e basilico.

Proseguendo un rapido viaggio tra le tavole degli italiani incontriamo per strada le tagliatelle e specificatamente quelle al ragù.

Per chiudere nella top list non possiamo non includere i conchiglioni, perfetti per essere preparati al forno. Buon Appetito!